INCENDIO ALLA EX CERUTI: LA STORIA SI RIPETE

La storia si ripete, purtroppo. Alla vigilia di Pasqua un incendio ha distrutto il tetto di una parte dei capannoni della ex Ceruti (oggi Azienda Beretta) al centro di Bollate e un denso fumo nero è stato spinto dal vento verso Castellazzo. La storia si ripete perché in una forma più grave ed estesa un incendio aveva colpito quell’area già una dozzina di anni fa, quella volta durante il periodo di festività natalizie. Allora emerse anche il problema dell’amianto che sappiamo quanto sia pericoloso per la nostra salute. Incendio doloso? Un incidente? Lasciamo alle autorità competenti indagare e capire. A nostro parere resta comunque chiaro un fatto: nel cuore della nostra città si trova un sito dismesso, che continua a funzionare come deposito di materiali di riciclo, ad alto rischio ambientale. E non ci sembra di esagerare con questa affermazione! La ex Ceruti-Beretta è il “buco nero” di una Bollate che costantemente sottovaluta le tematiche ambientali (es. traffico, Bitumati2000, trasferimento della Ditta Galli). Diciamo Bollate per dire amministrazione cittadina, forze economiche ed imprenditoriali, associazioni ed enti vari del territorio. Bollate ha davvero bisogno di riprogettarsi a partire dalla risoluzione effettiva dei suoi problemi ambientali. Per il recupero dell’ex Ceruti il nostro sindaco aveva presentato un’ipotesi di progetto alla città già 4/5 anni fa, poi più niente, silenzio assoluto. Nel frattempo si ragionava sulla realizzazione di un centro commerciale a Cassina Nuova (scongiurato per ora) e si è approvato un Piano di Governo del Territorio (P.G.T.) che prevede di edificare un nuovo quartiere nell’area verde tra Ospiate e Baranzate. Ossia si continua a far di tutto per sprecare aree libere, ad oggi allo stato naturale, vendendo anche ai privati aree standard ereditate dal passato e acconsentendo ulteriori trasformazioni edilizie in cambio di oneri di urbanizzazione (tema su cui prossimamente esprimeremo il nostro punto di vista). Tutto ciò lo si fa non avendo voluto dare seguito al contenuto di una storica sentenza della Corte Costituzionale che autorizzava i comuni a rivedere i P.G.T. con l’obiettivo di ridurre in modo strutturale e migliorativo il consumo di suolo. Intanto quel “buco nero” della ex Ceruti rimane lì, dismesso, e con il suo carico di rischio ambientale. Roba da non credere.
05 aprile 2021
Circolo Legambiente Bollate

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