Data center: la grave distanza tra la forma e la sostanza

Comunicato stampa


Proprio non ci siamo! Sul progetto Data Center nell’area libera e a verde tra Cascina
del Sole e Cassina Nuova,
l’Ambito 12, la nostra amministrazione comunale si muove
come se fosse in una bolla eterea, cioè staccata dalla realtà, fuori dal mondo.
É in corso una campagna di raccolta firme e l’unica assemblea pubblica svolta finora
ha manifestato ampie posizioni perplesse o contrarie al progetto ma tutto va avanti
come se niente fosse.

Un esempio? Nel consiglio comunale del 13 novembre scorso il partito della Lega
aveva presentato una mozione per chiedere che su alcune scelte rilevanti anche sul
piano urbanistico per la città – e il Data Center lo è – si valutasse la possibilità di indire
un referendum cittadino. Dal Sindaco è arrivata una risposta in puro burocratese

(andate pure a rivedere il suo intervento sul canale youtube ufficiale del Consiglio
comunale online): date e documentazioni relative, pubblicazioni sul sito del comune,
ecc. a dimostrare, secondo la giunta, che le occasioni per partecipare e ascoltare la voce
dei cittadini ci sono state. E in più l’espressa argomentazione secondo la quale la
democrazia rappresentativa è sufficiente per decidere cosa fare, come farlo
e … e poi
ci si rivede tra 5 anni alla prossima votazione. Invece noi riteniamo che nessuno ha
avuto una sorta di investitura divina e la partecipazione e la condivisione anche delle
scelte amministrative, soprattutto se incidono in modo profondo sul tessuto della città,
devono avere un percorso di confronto effettivo.
Un altro piccolo rilevante appunto in
proposito: l’assemblea pubblica a Cassina Nuova si è svolta a metà luglio e il periodo
per le osservazioni è andato da fine luglio a inizio settembre, notoriamente un periodo
– ed è ironico notarlo- nel quale i bollatesi lavorano, vivono la città, si interessano di
politica invece di andare meritatamente in vacanza. Qui c’è la distanza tra la forma e
la sostanza. Ma pare che l’amministrazione cittadina guardi solo alla forma e faccia
fatica a guardare alla sostanza delle cose. E la sostanza è che il progetto del Data Center
è per molti un’altra ferita inferta alla città
anche per il percorso che dalla centrale
elettrica di Ospiate dovrà portare i cavi di alimentazione a Cassina Nuova per un
percorso di 7 km, con scavi e posa dei cavi tra piste ciclabili e marciapiedi.

Se l’amministrazione non vede dov’è il problema, la situazione è grave.
Urge al più presto un consiglio comunale aperto e/o un’assemblea pubblica sulla
questione. Non si può continuare a far finta di niente.
E la possibilità di indire un referendum consultivo, previsto dallo stesso Statuto del
Comune, su questo progetto urbanistico va valutata seriamente,
se davvero si ha a cuore
il presente e il futuro di Bollate.


30 novembre 2024

Circolo Legambiente di Bollate

2 Comments

    1. Ieri sera la “maggioranza”, ha adottato la variante di PGT. Evidentemente i margini di una seria discussione pubblica sull’argomento non sono stati ritenuti compatibili con le decisioni già prese da tempo. Dispiace ovviamente, ma non ci limiteremo a segnalare questi continui sprechi di suolo naturale , in una città già passata agli “ onori” della cronaca per essere stata maglia nera in consumo di suolo.

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