Data center in Lombardia / comunicato di Legambiente Lombardia 02.10.2026

I data center crescono in Lombardia più in fretta delle regole che dovrebbero governarli.

Il 2 ottobre Legambiente Lombardia ha pubblicato un documento di posizionamento: «No alle speculazioni, la transizione digitale deve essere anche ecologica». Ecco cosa contiene.

I NUMERI CITATI

  • Si prevede che i data center lombardi superino 1 GW di potenza nel 2028, i due terzi di tutti quelli italiani.
  • Nel 2024 i data center italiani hanno consumato 5,9 TWh, l’1,9% dei consumi elettrici nazionali. Al 2035, negli scenari più alti, le stime del Politecnico di Milano arrivano al 7-13%.
  • Ad agosto 2026 a Terna risultano richieste di connessione per oltre 100 GW, quasi la metà in Lombardia: circa il doppio della potenza richiesta al picco nazionale. Per Legambiente è un dato lontano dalle proiezioni reali, ma segnala il rischio di una bolla speculativa.

IL NODO
Non esiste un quadro nazionale. La legge regionale lombarda è giudicata timida, e il “Decreto Bollette” (legge 49/2026) consente ai grandi data center di diventare “infrastrutture strategiche” con iter accelerati: meno margini di confronto con i territori.

GLI OTTO CAPISALDI PROPOSTI

  1. Solo aree già edificate (brownfield), niente suolo agricolo o naturale
  2. Crescita insieme a rinnovabili, accumuli ed efficienza
  3. Mitigazioni ecologiche contro il riscaldamento locale
  4. Niente nuova potenza termoelettrica né generatori diesel
  5. Il nucleare fuori dal discorso
  6. VIA e inchiesta pubblica per i grandi impianti (oltre 10 MW o 5.000 mq)
  7. Una cabina di regia per gli impatti cumulativi
  8. Quota di potenza di calcolo gratuita alla ricerca pubblica

Documento completo: http://www.legambientelombardia.it

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