“La rifunzionalizzazione dei complessi rurali lombardi”

castellazzo
il Castellazzo di Bollate, con la sua villa e il borgo rurale

 

Il progetto finanziato da Fondazione Cariplo sul bando Valorizzare il patrimonio culturale attraverso la gestione integrata dei beni mira a valorizzare gli edifici rurali e la cultura del teritorio, partendo dalla matrice agricola per creare nuove condizioni e nuove funzioni.

L’idea progettuale
Da una lettura semplificata del territorio, la Lombardia risulta divisa in tre fasce parallele: una montana a nord, una di pianura a sud, separate al centro dalla città continua. Elemento di congiunzione tra la fascia montana e quella di pianura sono i nuclei rurali, di cui alpeggi e cascine rappresentano due tra i più importanti elementi identitari, pur differenziandosi per funzioni, utilizzo e tipologia costruttiva.
Ma cosa hanno in comune alpeggi e cascine? Un tempo centro di vita per i territori circostanti, entrambi hanno oggi in gran parte perso il proprio ruolo nel contesto economico, sociale e ambientale e rischiano di scomparire non solo come elemento architettonico e paesaggistico, a ancora prima come elemento culturale del territorio.

 Obiettivi
Con il progetto si vuole quindi restituire senso ai nuclei rurali portando nuova vita non solo agli edifici, ma ricostruendo le condizioni di presidio, cura e sviluppo a intere parti di territorio. Rifunzionalizzarli significa integrare azioni di sistema e azioni puntuali, che interessano il patrimonio fisico edilizio, la sua conservazione e la sua innovazione tecnologica e funzionale, il territorio e la sua struttura artificiale.

 Aree pilota
9 cascine sull’asse del Naviglio Pavese e 14 alpeggi della Valgrigna in provincia di Brescia.

 Attività
-Costruzione del quadro conoscitivo.
Recuperare i valori culturali rurali e le risorse che sostengono tali valori, individuare e recuperare gli elementi propri e rappresentativi del territorio, ossia beni e risorse non solo culturali, ma caratterizzanti il territorio e insieme fattori di attrattività per condividere e farli diventare storie e racconti comuni di chi quel territorio lo vive.
-Costruzione della rete.
Mettere in rete i soggetti direttamente interessati per sviluppare rapporti di reciproca collaborazione, supporto, fiducia e scambio di conoscenze, nell’intento comune di rilanciare la competitività del territorio.
-Costruzione del modello di gestione.
Costruire un modello di gestione del network esportabile e replicabile in grado di massimizzare le capacità decisionali e imprenditoriali dei soggetti coinvolti, individuando strategie innovative e sostenibili.
-Trasferimento delle attività.
Comunicare e promuovere attivamente la fruizione del territorio, dei prodotti e del paesaggio per uno sviluppo locale che sia più a misura d’uomo e sostenibile.

L’idea progettuale
Da una lettura semplificata del territorio, la Lombardia risulta divisa in tre fasce parallele: una montana a nord, una di pianura a sud, separate al centro dalla città continua. Elemento di congiunzione tra la fascia montana e quella di pianura sono i nuclei rurali, di cui alpeggi e cascine rappresentano due tra i più importanti elementi identitari, pur differenziandosi per funzioni, utilizzo e tipologia costruttiva.
Ma cosa hanno in comune alpeggi e cascine? Un tempo centro di vita per i territori circostanti, entrambi hanno oggi in gran parte perso il proprio ruolo nel contesto economico, sociale e ambientale e rischiano di scomparire non solo come elemento architettonico e paesaggistico, a ancora prima come elemento culturale del territorio.

 Obiettivi
Con il progetto si vuole quindi restituire senso ai nuclei rurali portando nuova vita non solo agli edifici, ma ricostruendo le condizioni di presidio, cura e sviluppo a intere parti di territorio. Rifunzionalizzarli significa integrare azioni di sistema e azioni puntuali, che interessano il patrimonio fisico edilizio, la sua conservazione e la sua innovazione tecnologica e funzionale, il territorio e la sua struttura artificiale.

 Aree pilota
9 cascine sull’asse del Naviglio Pavese e 14 alpeggi della Valgrigna in provincia di Brescia.

 Attività
-Costruzione del quadro conoscitivo.
Recuperare i valori culturali rurali e le risorse che sostengono tali valori, individuare e recuperare gli elementi propri e rappresentativi del territorio, ossia beni e risorse non solo culturali, ma caratterizzanti il territorio e insieme fattori di attrattività per condividere e farli diventare storie e racconti comuni di chi quel territorio lo vive.
-Costruzione della rete.
Mettere in rete i soggetti direttamente interessati per sviluppare rapporti di reciproca collaborazione, supporto, fiducia e scambio di conoscenze, nell’intento comune di rilanciare la competitività del territorio.
-Costruzione del modello di gestione.
Costruire un modello di gestione del network esportabile e replicabile in grado di massimizzare le capacità decisionali e imprenditoriali dei soggetti coinvolti, individuando strategie innovative e sostenibili.
-Trasferimento delle attività.
Comunicare e promuovere attivamente la fruizione del territorio, dei prodotti e del paesaggio per uno sviluppo locale che sia più a misura d’uomo e sostenibile.

fonte:

http://www.ersaf.lombardia.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idSezione=16913&idArea=30762&idCat=34329&ID=34329&TipoElemento=categoria

 

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