“Ancora un passo avanti contro i contenuti della legge regionale 31/2014 che favoriscono il consumo di suolo”

Riprendiamo la notizia dalla pagina Facebook di legambiente Pavia

Ancora un passo avanti contro i contenuti della legge regionale 31/2014 che favoriscono il consumo di suolo

Consiglio di Stato si esprime sulla applicazione della ‘legge ammazzasuolo’ della Lombardia: la consulta ne valuterà la legittimità costituzionale

PGT del Comune di Brescia: un altro passo verso la sentenza definitiva sulle espansioni urbanistiche a San Polo

Non è ancora la sentenza definitiva, ma di sicuro l’appello al Consiglio di Stato, intentato dal Comune di Brescia e supportato da Legambiente, per l’annullamento della sentenza del TAR relativa all’ambito urbanistico nel quartiere San Polo, segna un altro punto a favore della fondatezza delle tesi sostenute dagli ambientalisti circa la illegittimità dell’applicazione della legge regionale lombarda 31/2014. In virtù di questa norma lombarda (ribattezzata da Legambiente ‘ammazzasuolo’), i privati avevano rivendicato il loro diritto a mantenere i propri diritti edificatori, ottenendo un pronunciamento favorevole del TAR ai danni della variante di PGT con cui, invece, il comune di Brescia aveva ritenuto di voltare pagina rispetto a previsioni urbanistiche che prefiguravano l’urbanizzazione di terreni al momento liberi da edificazioni.

Già lo scorso aprile il Consiglio di Stato aveva accolto la richiesta di Comune e Legambiente, accordando la sospensione della sentenza TAR favorevole ai privati. Con il provvedimento emesso l’organo giudicante conferma la fondatezza delle eccezioni sollevate in merito al rispetto delle norme costituzionali, rinviando la valutazione all’esame alla Corte Costituzionale. A giudizio dei ricorrenti la legge regionale 31/2014, che solo nel titolo dichiara di voler ridurre il consumo di suolo, limita in modo arbitrario la facoltà dei comuni di rivedere al ribasso le previsioni urbanistiche, tutelando esclusivamente le reclamate aspettative dei privati ai danni dei beni ambientali e territoriali che, invece, competono alla collettività.

«Accogliamo con grande e positiva aspettativa questa decisione del Consiglio di Stato. – dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia – Confidiamo che dalla Corte Costituzionale emerga un chiarimento che porti ad una profonda, quanto necessaria, revisione di una legge regionale che giudichiamo molto negativamente e che, finora, ha prodotto risultati diametralmente opposti a quelli dichiarati, grazie a definizioni furbesche e a procedimenti che tutelano il diritto di costruire, anche quando questo confligge con la conservazione del bene comune suolo. Un passo avanti importante che giunge proprio nella data in cui ricorre la Giornata Mondiale del Suolo».

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