Di queste cose ci si può ammalare seriamente e anche morire. Basta tergiversare!

Quella di oggi è la rilettura amara di un articolo del “Corriere della Sera” di ieri 
Una giornata difficile, quella di martedì 3 aprile 2018, perché proprio dopo aver letto l’articolo in questione, un altro incendio in un capannone ha interessato la nostra zona
Le prime notizie di cronaca locale hanno tracciato un quadro molto simile a quello contenuto nell’ articolo a tiratura nazionale.
Dal nostro sito e a mezzo stampa  abbiamo più volte chiesto all’ Amministrazione comunale di Bollate di fare il punto della situazione. Abbiamo chiesto di essere rassicurati sulla sicurezza degli impianti di raccolta rifiuti, “pericolosi e non” e, a questo punto, chiediamo di rassicurare noi, quali portatori di interesse diffuso, e tutti  i cittadini bollatesi che sia sotto controllo anche lo messa in sicurezza e lo stato dei luoghi e delle strutture presenti nelle aree dismesse dalla produzione industriale e non, nel nostro territorio comunale.
Vogliamo sapere se vengono fatte regolari ispezioni dei luoghi di deposito rifiuti al fine di verificare il rispetto delle normative vigenti e delle regolari condizioni di esercizio sulla base delle quali sono state rilasciate le autorizzazioni.
In virtù della tanto invoca trasparenza, vogliamo sia elaborata una relazione pubblica del sopralluoghi effettuati in ogni sito.
I cittadini bollatesi lo meritano perché i loro polmoni sono stati già duramente provati per fatti analoghi a quelli di cui sopra accaduti negli ultimi mesi.
Inutile chiedere loro di mettere a disposizione i loro nasi, se non hanno il quadro preciso e aggiornato su cosa respirano. Vogliamo che i dati siano accessibili sul sito del comune di Bollate e che siano costantemente aggiornati.
Fino ad ora non abbiamo colto repliche significative alle nostre richieste, se non alcune vaghe considerazioni di esponenti della politica locale che, dimostrandosi attenti al problema sui social dove più immediato è rincorrere il consenso, lo spostano, a nostro avviso un po’ troppo superficialmente, accavallandolo a quello di una mancata “autonomia regionale”.
Non ne comprendiamo il nesso.
Non comprendiamo come l’autonomia politica della nostra Regione possa incidere efficacemente su temi che spesso sono, o dovrebbero essere, materia di apposite inchieste penali da parte della Magistratura.
Attendiamo quindi che la politica bollatese tutta si assuma la responsabilità di fare il punto della situazione, e che fornisca risposte certe, augurandoci fin da ora di non sentirne del tipo “ cosa possiamo fare noi se i problemi riguardano amministrazioni di comuni a noi limitrofi?”.
Di queste cose ci si può ammalare seriamente e anche morire. Basta tergiversare!
Grazie.
Il circolo bollatese di Legambiente

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