ANCORA SUL NUOVO CENTRO COMMERCIALE

Comunicato stampa

Il nostro recente comunicato contro la costruzione del nuovo centro commerciale tra Cascina del Sole e Cassina Nuova ha suscitato nei social locali tante approvazioni ma anche qualche critica, basata soprattutto su questi elementi: il centro commerciale porta nuovi posti di lavoro, oneri di urbanizzazione da investire in progetti della città e tasse e tributi annuali conseguenti.  Una posta insomma per la quale val la pena sacrificare una porzione verde di territorio e sopportare l’aumento del traffico e dell’inquinamento.

Legambiente non è per niente insensibile alla dimensione sociale ed economica della gestione del territorio da parte dell’amministrazione, ma ogni scelta fa i conti con priorità e relative ricadute.

Noi crediamo che oggi si debbano utilizzare aree dismesse per nuove costruzioni di ampie dimensioni perché salvare il valore ambientale, salutare e sociale del verde è fondamentale. Se un nuovo centro commerciale porta posti di lavoro, tra l’altro non particolarmente qualificati anche se comunque posti di lavori dignitosi, è anche vero che fa chiudere i negozi di vicinato, rendendo ancora più sfilacciata la vita di quartiere.

Oltretutto nel progetto di realizzazione di questa nuova cattedrale del consumismo sarebbe inserita una sala cinematografica, il che porterebbe quasi sicuramente alla chiusura dei 2 cinema della nostra città, lo Splendor e l’Auditorium  don Bosco di Cascina del Sole. Vogliamo questo?  L’amministrazione vuole questo?

Legambiente Bollate no, e lo dice forte e chiaro, in nome appunto del valore sociale ed economico del territorio.

Ci sono tanti altri modi per attirare opportunità di lavoro e di impresa a Bollate, piuttosto che seguire la facile scorciatoia di far consumare suolo per costruire l’ennesimo tempio del consumo fine a se stesso, in un territorio già saturo di centri commerciali. Ad esempio, la vicina Novate sta progettando il campus universitario accanto all’ospedale Sacco e a 2 km di distanza da noi sorgerà nell’ ex area Expo un importante polo tecnologico e di ricerca: questi sono investimenti di sviluppo qualificati e portatori di valore aggiunto.

Lo ribadiamo: ci si concentri su aree dismesse della città da recuperare, studiando forme di incentivi, misure di stimolo fiscale per le imprese (magari, se possibile, con sconti sugli oneri di urbanizzazione) e con l’idea di favorire l’insediamento di attività che portino lavoro di alta qualità, anche attraverso percorsi di formazione sostenuti dalle imprese.

Se scelte coraggiose fossero prese senza la fregola dei tempi amministrativi e delle scadenze elettorali, forse sarebbe meglio…

Luglio 2018

Legambiente – Circolo di Bollate

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